Auto elettriche aziendali: vantaggi fiscali, ricarica e colonnine in azienda
Le auto elettriche aziendali convengono soprattutto per tre motivi: il fringe benefit in busta paga è molto più basso rispetto a un’auto a benzina o diesel, i costi di energia e manutenzione si riducono e, con una colonnina in sede o una wallbox a casa del dipendente, la ricarica costa meno di quella pubblica.
Perché i conti tornino, però, la scelta del veicolo è solo metà del lavoro. L’altra metà è l’impianto: dove ricaricano le auto, con quale potenza, chi paga l’energia e come si misura.
In questa guida vediamo le regole fiscali in vigore nel 2026 e come si progetta la ricarica di una flotta, con l’esperienza che noi di Multiuser abbiamo maturato dal 1992 negli impianti elettrici a Roma e nel Lazio.
Auto aziendali elettriche: cosa cambia per una flotta aziendale elettrica
Passare a una flotta aziendale elettrica significa sostituire, in tutto o in parte, i veicoli a benzina e diesel con auto a batteria e organizzare di conseguenza la ricarica. È una scelta che riguarda insieme l’ufficio del personale, l’amministrazione e chi gestisce gli impianti della sede.
Per orientarti, tieni presente una distinzione che conta molto sul piano fiscale:
- auto elettriche pure (BEV): funzionano solo a batteria e godono del trattamento più favorevole;
- ibride plug-in (PHEV): hanno un motore termico e una batteria ricaricabile alla presa, con un trattamento intermedio;
- ibride non plug-in, benzina e diesel: restano nella fascia meno conveniente.
La mobilità elettrica aziendale non riguarda solo le auto: comprende furgoni per le consegne, veicoli dei tecnici e, sempre più spesso, biciclette elettriche per gli spostamenti brevi. In molti comuni i veicoli elettrici hanno anche agevolazioni su accesso alle zone a traffico limitato e sosta, con regole che cambiano da città a città.
Perché il fringe benefit dell’auto aziendale elettrica è più conveniente?

Per un’auto aziendale elettrica il fringe benefit, cioè la quota tassata in busta paga quando il dipendente usa l’auto anche per scopi privati, è più basso rispetto a un’auto a benzina o diesel. Il motivo è che il fisco applica percentuali diverse in base all’alimentazione, e quella delle auto elettriche è la più favorevole.
Il valore si calcola partendo dal costo chilometrico del modello pubblicato nelle tabelle ACI, a cui si applica la percentuale prevista per il tipo di alimentazione. Per l’azienda è un argomento in più nella car policy: a parità di modello, assegnare un’auto elettrica pesa meno sul netto del dipendente.
Le regole sul fringe benefit sono state modificate più volte negli ultimi anni e possono cambiare ancora. Prima di assegnare i veicoli, fai sempre fare i calcoli al tuo consulente del lavoro o commercialista, sulla base dei modelli che stai valutando.
Deducibilità dell’auto elettrica aziendale e detrazione IVA
La deducibilità dell’auto elettrica aziendale segue le stesse regole delle auto tradizionali: non dipende dall’alimentazione, ma da come viene usato il veicolo. Il vantaggio dell’elettrico, quindi, è soprattutto sul fringe benefit del dipendente, mentre per l’azienda contano la destinazione d’uso e la documentazione.
| Uso del veicolo | Deducibilità | Limite di costo |
| Bene strumentale, indispensabile per l’attività | 100% | Nessuno |
| Assegnato a un dipendente in uso promiscuo per oltre metà dell’anno | 70% | Nessuno |
| Uso promiscuo generico di imprese e professionisti | 20% | 18.075,99 € |
| Agenti e rappresentanti di commercio | 80% | 25.822,84 € |
Anche la detrazione dell’IVA dipende dall’uso del veicolo: è piena per i veicoli strumentali e limitata negli altri casi, con alcune eccezioni da valutare con il commercialista. Le stesse regole valgono anche per le spese collegate, energia per la ricarica compresa. Per questo, quando si parla di auto aziendali elettriche e deducibilità fiscale, la car policy e i documenti di assegnazione contano quanto la scelta del modello.
Quali incentivi ci sono per auto elettriche aziendali e colonnine?
Per un’auto elettrica aziendale gli incentivi cambiano spesso: oltre al fringe benefit ridotto, possono esserci contributi sull’acquisto dei veicoli e agevolazioni per le infrastrutture di ricarica, legati a bandi con dotazioni e scadenze proprie.
Anche per le colonnine installate dalle imprese vengono aperte periodicamente misure di sostegno, ma le regole, le percentuali e i fondi disponibili cambiano da un bando all’altro, e un bando può restare aperto anche quando i fondi sono già esauriti.
Il consiglio pratico è verificare quale misura è attiva nel momento in cui decidi di investire, prima di firmare l’ordine. Molti bandi chiedono requisiti tecnici precisi e una documentazione completa dell’impianto: per questo ogni nostro lavoro viene consegnato con la relativa certificazione, così hai in mano quello che serve per la pratica.
Ricarica auto elettrica aziendale: in sede, a casa del dipendente o sulla rete pubblica

La ricarica di un’auto elettrica aziendale costa meno quando avviene in sede o a casa del dipendente, e di più sulla rete pubblica, soprattutto senza abbonamento. Dal più conveniente al più costoso, l’ordine è questo:
- ricarica con l’energia del proprio impianto fotovoltaico, che abbatte il costo dell’energia prelevata dalla rete;
- ricarica in azienda o a casa, al prezzo del proprio contratto di fornitura;
- colonnine pubbliche con abbonamento, con tariffe intermedie;
- colonnine pubbliche senza abbonamento, le più care, soprattutto in ricarica rapida.
La conseguenza è semplice: più ricariche avvengono su un punto di ricarica privato, più la flotta elettrica è conveniente.
Auto elettrica aziendale e ricarica a casa: wallbox e rimborso
Se il dipendente porta l’auto a casa la sera, la soluzione più comoda è una wallbox nel suo box o posto auto. Per ricaricare di notte, con un uso domestico, spesso la potenza standard del contatore è sufficiente; in altri casi conviene aumentarla, e lo valutiamo durante il sopralluogo.
Il punto delicato è il rimborso: l’azienda deve sapere quanta energia è andata all’auto e non al resto della casa. Per questo serve una wallbox con misura dei consumi affidabile, meglio se certificata, che permetta di documentare i kWh ricaricati. Il rimborso al dipendente segue poi la stessa deducibilità del veicolo, per esempio il 70% se l’auto è assegnata in uso promiscuo.
Se il dipendente vive in condominio, l’installazione nell’autorimessa ha regole specifiche, anche antincendio: ne abbiamo parlato nella guida sulle wallbox nelle autorimesse condominiali.
Il modello di ricarica mista
Molte aziende combinano tre canali: colonnine in sede per le auto che restano parcheggiate durante il lavoro, wallbox a casa per chi rientra ogni sera, rete pubblica con carte o app per chi viaggia molto. Se vuoi capire come funziona l’ultima parte, trovi i dettagli nel nostro articolo su come pagare la ricarica dell’auto elettrica.
Installazione colonnine elettriche aziendali: come si progetta l’impianto

L’installazione di colonnine elettriche aziendali parte sempre da un sopralluogo: prima si capisce quante auto devono ricaricare, quando e quanta potenza è disponibile, poi si sceglie il tipo di colonnina. Scegliere al contrario porta spesso a impianti sottodimensionati o a costi in bolletta più alti del previsto.
Sopralluogo e potenza disponibile
Durante il sopralluogo verifichiamo il contatore, il quadro elettrico e il percorso delle linee fino ai posti auto. Contano anche le abitudini della flotta: quanti veicoli, quanti chilometri al giorno e per quante ore restano fermi. Quando le auto sono molte, un sistema di bilanciamento del carico distribuisce la potenza tra le colonnine e tra queste e il resto dell’azienda, evitando in molti casi di aumentare la potenza del contratto.
Corrente alternata o corrente continua?
Le colonnine in corrente alternata (AC) arrivano fino a 22 kW e sono la scelta più diffusa: vanno bene quando l’auto resta ferma per ore, durante la giornata lavorativa o di notte. Le stazioni in corrente continua (DC) superano i 50 kW e servono quando i veicoli devono ripartire in fretta, per esempio nella logistica o nei parcheggi ad alta rotazione.
Colonnine e fotovoltaico aziendale

Abbinare le colonnine a un impianto fotovoltaico è il modo più efficace per abbassare il costo della ricarica: l’energia prodotta di giorno va direttamente nelle auto parcheggiate in sede. Progettando insieme i due impianti si dimensionano meglio potenza, quadri e linee.
Accessi, consumi e manutenzione
In azienda conviene poter decidere chi usa le colonnine e quando, per esempio con tessere o app, e registrare i consumi per veicolo o per dipendente. Come ogni impianto elettrico, anche le colonnine richiedono controlli periodici per restare sicure ed efficienti nel tempo.
Bici elettrica aziendale: un complemento alla flotta
Una bici elettrica aziendale è utile per gli spostamenti brevi in città, tra sedi vicine o dalla stazione all’ufficio. Non richiede colonnine dedicate: si ricarica a una normale presa, ma un punto di ricarica protetto nel parcheggio della sede rende il servizio più ordinato e sicuro.
Come ti aiutiamo noi di Multiuser
Dal 1992 ci occupiamo di impianti elettrici a Roma e nel Lazio, e progettiamo e installiamo colonnine di ricarica per aziende, parcheggi, strutture ricettive e centri commerciali, oltre che per i privati. Abbiamo installato wallbox anche in contesto condominiale e possiamo abbinare la ricarica al fotovoltaico.
Ci occupiamo di tutto il percorso: sopralluogo, progetto, fornitura, installazione e certificazione dell’impianto. Per le partite IVA è anche possibile finanziare l’acquisto e la fornitura tramite Compass.
Stai valutando di elettrificare la tua flotta? Contattaci per un sopralluogo e un preventivo.
Domande frequenti
Quali sono gli incentivi per le auto elettriche aziendali nel 2026?
Il vantaggio principale è il fringe benefit più basso per le auto elettriche assegnate ai dipendenti. A questo si aggiungono, quando attivi, contributi per l’acquisto dei veicoli e agevolazioni per le colonnine delle imprese. Sono misure legate a bandi con scadenze e fondi limitati, quindi conviene verificarle con il proprio commercialista prima di ogni investimento.
Quali auto aziendali sono deducibili al 100%?
Sono deducibili al 100% solo i veicoli strumentali, cioè quelli senza i quali l’attività non si potrebbe svolgere, come le auto delle scuole guida o dei noleggi. Un’auto elettrica assegnata a un dipendente in uso promiscuo è deducibile al 70%, mentre in uso promiscuo generico la deducibilità scende al 20%.
Chi paga la ricarica dell’auto elettrica aziendale?
Di solito la paga l’azienda. In sede l’energia è già nella bolletta aziendale, sulla rete pubblica si usano carte o app intestate all’azienda, a casa il dipendente viene rimborsato. Per il rimborso servono consumi documentati, per esempio con una wallbox che misura i kWh, e il costo segue la deducibilità del veicolo.
Che potenza deve avere una colonnina di ricarica aziendale?
Dipende da quanto tempo le auto restano ferme. Se restano parcheggiate per ore, durante il lavoro o di notte, bastano colonnine in corrente alternata fino a 22 kW. Se devono ripartire in fretta, servono stazioni in corrente continua oltre i 50 kW. La scelta si fa dopo il sopralluogo, in base alla potenza disponibile.
Serve aumentare la potenza del contatore per installare colonnine in azienda?
Non sempre. Dipende da quante auto devono ricaricare insieme, dalla potenza delle colonnine e dai consumi della sede. Con un sistema di bilanciamento del carico la potenza viene distribuita in modo intelligente e spesso l’aumento non serve. Lo verifichiamo durante il sopralluogo, analizzando contatore e quadro elettrico.







