Connessione internet lenta: cause principali e soluzioni per fibra, WiFi ed Ethernet
Avere internet lento è uno dei problemi più comuni nelle case italiane, e spesso è anche uno dei più frustranti: paghi per una certa velocità, ma quando serve davvero – videochiamate, streaming, lavoro da remoto, gaming – la connessione è lenta, instabile o addirittura inutilizzabile.
Molti utenti digitano quotidianamente domande come “connessione internet lenta cosa fare?”, “perché la mia connessione va lenta?”, “perché la connessione è lenta di sera?”: segno che il problema non è isolato, ma diffuso e complesso.
La difficoltà principale sta nel fatto che una connessione lenta può avere cause molto diverse: può dipendere dalla fibra, dal WiFi, dal cavo Ethernet, da un problema dell’operatore, da un router non aggiornato, da interferenze ambientali, oppure da dispositivi della rete domestica che consumano banda senza che ce ne rendiamo conto.
Per questo motivo, prima di capire come intervenire, è essenziale distinguere tra i vari scenari:
- connessione fibra lenta,
- connessione WiFi lenta,
- connessione Ethernet lenta,
- rallentamenti solo in alcune fasce orarie,
- rete domestica congestionata da troppi dispositivi.
In questo articolo analizziamo in modo chiaro e approfondito le cause principali di una connessione molto lenta e le soluzioni pratiche per fibra, WiFi ed Ethernet, così da capire esattamente cosa sta succedendo alla tua rete e come riportarla alla massima velocità possibile.
Una guida completa, utile sia per chi vuole fare dei controlli autonomamente, sia per chi ha bisogno di un supporto tecnico professionale.
Cos’è una “connessione lenta”? Definizione e parametri da misurare
Molti utenti parlano di connessione lenta, ma pochi sanno esattamente cosa significhi in termini tecnici.
Una connessione internet non si valuta solo dalla velocità nominale dell’offerta dell’operatore, ma da una serie di parametri reali che determinano l’esperienza quotidiana: navigazione, streaming, videoconferenze, gaming e smart working.
Per capire se la tua connessione a internet è lenta occorre misurare almeno quattro elementi: velocità di download, velocità di upload, latenza e jitter.
Velocità di download
La velocità di download è il parametro che determina quanto rapidamente i dati possono essere scaricati da internet verso il tuo dispositivo. È il valore che più incide sulla percezione di “connessione lenta”, perché influenza direttamente praticamente ogni attività online. Quando il download è inferiore agli standard della tecnologia utilizzata (fibra, WiFi, Ethernet), la connessione appare immediatamente poco reattiva, anche se gli altri parametri sembrano normali.
Una buona velocità di download influisce su:
- Apertura delle pagine web: se il download è lento, il browser impiega molto più tempo a caricare immagini, script, video e contenuti dinamici. Anche i siti più leggeri possono sembrare pesanti.
- Streaming video (YouTube, Netflix, Prime Video, Disney+): ogni piattaforma richiede una velocità minima per garantire qualità HD o 4K. Con un download instabile, la riproduzione passa continuamente a risoluzioni inferiori, causando buffering e blocchi.
- Aggiornamenti di sistema e applicazioni: Windows, macOS, smartphone, smart TV e console scaricano aggiornamenti molto pesanti. Se il download è basso, questi processi saturano la banda e rallentano l’intera rete domestica.
- Caricamento dei social e dei contenuti multimediali: feed di Instagram, TikTok, Facebook e video brevi richiedono un flusso costante di dati. Una velocità ridotta li rende lenti, sgranati o bloccati.
- Download di file e backup cloud: in cloud come Google Drive, OneDrive o iCloud, un download lento significa tempi raddoppiati o triplicati. In caso di backup, la saturazione della banda può influire sull’intera rete domestica.
- Gaming online (parte di caricamento): anche se il gameplay dipende più dalla latenza, molte fasi del gioco scaricano risorse, mappe e pacchetti dati. Una banda insufficiente rallenta accessi e aggiornamenti.
Per capire se il download è davvero troppo basso, è necessario confrontare i valori reali con quelli attesi per ciascuna tecnologia. Ecco cosa ci si dovrebbe aspettare in condizioni normali:
- Fibra FTTH (fibra pura): in scenario domestico reale, ci si può aspettare tra 400 e 900 Mbps. Valori inferiori ai 200 Mbps indicano un problema, soprattutto se rilevati via cavo Ethernet.
- Fibra FTTC (fibra misto rame): prestazioni reali tra 40 e 120 Mbps, influenzate dalla distanza dall’armadio stradale. Scendere sotto i 30 Mbps significa quasi sempre degrado del rame o cabinet congestionato.
- WiFi (2.4 GHz o 5 GHz): varia enormemente in base allo standard. In 5 GHz si possono raggiungere anche 300–600 Mbps, mentre in 2.4 GHz è normale non superare i 40–50 Mbps. Valori inferiori ai 20–30 Mbps indicano interferenze, distanza eccessiva o saturazione.
- Ethernet cablata (Gigabit): su FTTH tramite cavo Cat6 o superiore, una LAN Gigabit dovrebbe raggiungere 700–1000 Mbps reali. Se ottieni meno di 300 Mbps via cavo, la causa non è la fibra ma l’impianto interno (cavo difettoso, porta 100 Mbps, switch non gigabit, ecc.).
È importante sapere che una velocità di download bassa non è sempre dovuta all’operatore o alla linea. I motivi possono essere anche interni alla rete domestica o al dispositivo:
- interferenze WiFi da elettrodomestici, reti vicine o pareti spesse;
- router datato o sovraccarico, incapace di gestire dispositivi moderni;
- cavi Ethernet non adeguati (cat 5 non schermati, porte 100 Mbps);
- dispositivi che saturano la rete in background (backup cloud, sincronizzazioni, smart TV, videocamere IP);
- server remoto lento, che limita la velocità anche se la tua linea è veloce;
- rete congestionata nelle ore serali, tipico caso di connessione lenta di sera.
La misurazione corretta della velocità di download deve essere fatta via cavo Ethernet, isolando il router e scollegando gli altri dispositivi. Un singolo test non basta: per capire se si tratta di un problema strutturale, un collo di bottiglia WiFi o un picco temporaneo, è necessario ripetere lo speed test in più fasce orarie.
La velocità di download, quindi, è il primo parametro da verificare quando la connessione internet è lenta, ma va analizzata insieme agli altri indicatori (upload, latenza, jitter) per una diagnosi completa e affidabile.
Velocità di upload
La velocità di upload misura la capacità della tua connessione di inviare dati verso internet, e rappresenta uno dei parametri più trascurati dagli utenti, ma anche uno dei più critici quando la connessione “sembra lenta” pur avendo un download accettabile.
Una connessione internet lenta può dipendere infatti dall’upload, soprattutto se utilizzi applicazioni che richiedono un flusso costante e stabile di dati.
L’upload incide direttamente su molte attività quotidiane, tra cui:
- Videochiamate (Zoom, Meet, Teams, WhatsApp): se l’upload è basso o instabile, la tua immagine diventa sgranata, la voce arriva in ritardo e la comunicazione diventa difficoltosa. In molti casi una videochiamata scadente è il primo sintomo di un upload insufficiente.
- Invio di file pesanti (mail, cloud, WeTransfer): quando l’upload è molto lento, anche inviare un semplice allegato diventa difficile. Se la banda è saturata da upload costanti, l’intera rete domestica può subire rallentamenti
- Backup automatici e sincronizzazioni cloud (Google Drive, OneDrive, iCloud, Dropbox): questi servizi inviano dati verso i server remoti. Un upload limitato o sovraccarico può saturare la linea senza che l’utente se ne accorga.
- Streaming live (Twitch, YouTube Live): la qualità dello streaming dipende quasi totalmente dall’upload. Valori non sufficienti causano lag, bassa qualità video e disconnessioni.
- Invio dati da videocamere IP, sistemi di sicurezza e smart home: i dispositivi IoT inviano continuamente pacchetti di dati. Una rete con molti device può saturare l’upload e rallentare tutto il resto.
- Gaming online: nonostante il download sia importante, è l’upload a determinare la qualità delle comunicazioni tra giocatori. Un upload insufficiente o instabile genera ritardi, rubberbanding e salti di posizione.
Per capire se l’upload è adeguato, bisogna confrontare la velocità reale con ciò che la tua tecnologia è in grado di offrire:
- Fibra FTTH: tipicamente offre 100–300 Mbps in upload reale. Scendere sotto i 50 Mbps (via cavo) indica un problema di configurazione, saturazione o guasto dell’operatore.
- FTTC (misto rame): l’upload può essere molto limitato, spesso tra 10 e 20 Mbps. Valori inferiori ai 5 Mbps rendono videochiamate e cloud difficili o impossibili.
- ADSL: l’upload raramente supera 0,5–1 Mbps. In questo caso la connessione sarà inevitabilmente percepita come lenta, anche se il download appare accettabile.
- WiFi: l’upload può variare molto rispetto al cavo Ethernet, spesso scendendo anche del 50% rispetto al valore nominale. Un router datato o interferenze possono ridurre drasticamente l’upload.
- Ethernet Gigabit: in FTTH dovrebbe raggiungere facilmente 100–300 Mbps. Se ottieni meno di 20–30 Mbps, il problema non è la rete esterna, ma un collo di bottiglia interno (cavo, porta non gigabit, switch non adeguato, firmware del router datato).
Un aspetto spesso ignorato è che l’upload si satura molto più facilmente del download.
Basta un dispositivo che carica foto o video in cloud, un backup automatico o una videocamera IP che invia flussi HD per impegnare completamente la banda in upload e rallentare l’intera rete, anche quando il download sembra veloce. Ecco perché, in molti casi, l’utente percepisce una connessione molto lenta senza capire che la causa è un upload congestionato. Questo succede spesso anche di sera, quando più dispositivi sono in attività contemporaneamente.
La misurazione dell’upload deve essere fatta solo via Ethernet, perché il WiFi può alterare drasticamente il risultato. E, come per il download, non basta una sola prova: è necessario ripetere lo speed test in orari diversi per individuare eventuali momenti di saturazione dell’infrastruttura dell’operatore o della rete domestica.
In sintesi, una connessione con upload insufficiente può sembrare lenta anche se la velocità di download è ottima. Per questo l’upload è un parametro cruciale nella diagnosi dei problemi di rete.
Latenza (ping)
La latenza, comunemente chiamata ping, misura il tempo che un pacchetto di dati impiega per andare dal tuo dispositivo al server remoto e tornare indietro. Si esprime in millisecondi (ms) e indica la reattività della connessione: quanto velocemente la rete risponde ai comandi.
Una connessione può avere anche un’ottima velocità di download, ma se la latenza è alta risulterà comunque lenta, imprecisa e instabile. Per molti utenti questo è l’elemento che genera frustrazione, perché non è immediato da individuare, ma incide moltissimo sulle prestazioni percepite.
La latenza influisce in modo diretto su:
- Navigazione web: quando clicchi un link, il browser invia una richiesta; se il ping è alto, l’avvio del caricamento richiede più tempo. Anche siti leggeri sembrano “pigri” nell’aprirsi.
- Videoconferenze: ritardi nella trasmissione della voce, sovrapposizioni audio, blocchi del video e “effetto eco” derivano quasi sempre da una latenza elevata, non dalla velocità di download.
- Gaming online: è il parametro più critico. Una latenza bassa (10–30 ms) permette movimenti fluidi e reattivi. Oltre i 60–70 ms compaiono ritardi, colpi che non vengono registrati, lag, rubberbanding e posizionamenti imprecisi.
- Streaming e IPTV: anche se la qualità del video dipende da download e buffer, una latenza stabile assicura un accesso più rapido ai server e riduce le interruzioni nei cambi di qualità.
- Applicazioni cloud e smart working: l’apertura e il salvataggio di file remoti, il controllo di desktop a distanza e l’uso di software SaaS sono molto sensibili alla latenza.
Anche in questo caso esistono valori di riferimento realistici:
- < 20 ms → connessione eccellente, ottima per gaming, videoconferenze e smart working;
- 20–50 ms → buono, tipico della fibra FTTH o FTTC vicina al cabinet;
- 50–100 ms → mediocre, la connessione risulterà lenta nelle attività interattive;
- > 100 ms → problematica: la linea reagisce con ritardi evidenti;
- > 150–200 ms → la connessione è percepita come “molto lenta” anche con 300–600 Mbps di download.
La latenza però non dipende solo dalla tecnologia della linea, ma da molte variabili interne ed esterne:
- WiFi congestionato o disturbato: più è instabile il segnale, più il ping aumenta. Ogni ostacolo, interferenza o distanza eccessiva peggiora la latenza, anche se il download è buono.
- Router sovraccarico o obsoleto: un router vecchio o con firmware non aggiornato genera micro-lag e aumenta la latenza, soprattutto quando molti dispositivi sono connessi contemporaneamente.
- Qualità della rete dell’operatore: se la tua zona è molto trafficata, nelle ore di punta la latenza può aumentare sensibilmente (classica “connessione lenta di sera”).
- Server remoto lento: il ping dipende anche dal server che stai raggiungendo. Collegarsi a server esteri o congestionati aumenta naturalmente la latenza.
- Cablaggio interno difettoso: cavi Ethernet danneggiati, porte Fast Ethernet limitate a 100 Mbps o switch non gigabit possono introdurre ritardi inattesi.
- Interferenze elettromagnetiche su WiFi o su cavi non schermati.
La latenza è uno dei parametri più importanti da misurare quando la rete “sembra lenta ma lo speed test dice che è veloce”.
È infatti il sintomo principale di una connessione che reagisce con ritardo, e viene spesso confuso con problemi di download o upload.
Un test corretto della latenza va fatto via Ethernet, verso più server diversi e in fasce orarie distinte. Se il ping varia molto durante il giorno o aumenta drasticamente la sera, il problema è quasi sicuramente nella rete dell’operatore o nella saturazione dell’infrastruttura locale.
In conclusione, una latenza alta è una delle cause principali della percezione di connessione molto lenta, anche quando i valori di download e upload sembrano buoni. Per questo è un elemento chiave nella diagnosi delle prestazioni della rete.
Jitter
Il jitter è la variazione irregolare della latenza nel tempo. In altre parole, anche se la tua connessione ha un ping teoricamente basso, se questo ping oscilla continuamente (ad esempio 20 ms → 40 ms → 15 ms → 60 ms → 25 ms) la connessione diventa instabile e imprevedibile. Per molti utenti, il jitter è la vera causa della percezione di connessione lenta, soprattutto quando i problemi sembrano “a intermittenza”.
Il jitter influisce in modo diretto su tutte le applicazioni che richiedono un flusso di dati costante e regolare:
- Videoconferenze e chiamate VoIP: anche con un buon download e un buon ping medio, un jitter elevato provoca distorsione della voce, immagini che si bloccano improvvisamente, ritardi e perdita di pacchetti. La conversazione sembra “a scatti”.
- Gaming online: è uno dei parametri più critici per i giocatori. Il jitter elevato causa movimenti irregolari, ritardi difficili da prevedere e sincronizzazione imprecisa. Il giocatore può vedere un ping di 20–30 ms ma avvertire enormi lag perché il valore cambia continuamente.
- Streaming live (Twitch, YouTube Live): per mantenere un flusso costante di dati, lo streaming ha bisogno di stabilità. Il jitter provoca blocchi improvvisi e cali di qualità anche se la banda disponibile è sufficiente.
- Connessioni cloud e smart working: l’uso di applicazioni come Google Workspace, Office 365, sistemi gestionali e strumenti SaaS è sensibile alla stabilità più che alla velocità. Un jitter elevato rende lento ogni comando, come se la connessione rispondesse “a momenti”.
- Dispositivi IoT e domotica: videocamere, allarmi e sensori inviano pacchetti frequenti di piccole dimensioni. Un jitter elevato provoca perdita di pacchetti e ritardi negli eventi registrati.
I valori di riferimento per capire se il jitter è accettabile sono:
- 0–10 ms → ottimo: la connessione è stabile e reattiva;
- 10–30 ms → accettabile: possibile qualche irregolarità, ma nulla di grave;
- 30–50 ms → mediocre: le applicazioni sensibili (videocall, gaming) iniziano a risentirne;
- > 50 ms → problematico: la connessione appare lenta e imprevedibile anche con velocità elevate;
- > 80–100 ms → molto instabile: esperienza pessima in videoconferenze, gaming e streaming live.
Il jitter dipende da molte cause, sia esterne che interne alla rete domestica:
- WiFi instabile: interferenze, segnali deboli, distanze elevate o ostacoli generano grandi variazioni nella latenza.
- Router sovraccarico: quando molti dispositivi scambiano dati contemporaneamente, il router può non riuscire a gestire correttamente la coda dei pacchetti.
- Rete dell’operatore congestionata: nelle ore serali il jitter aumenta perché la rete è sovraccarica di utenti (tipico caso di “connessione lenta di sera”)
- Cavi Ethernet danneggiati o porte non gigabit: una connessione cablata difettosa genera micro-perdite e ritardi irregolari.
- Server remoto instabile: un server congestionato o distante introduce variazioni nella risposta.
- Dispositivi domestici che saturano la banda: backup cloud, upload automatici, video HD da telecamere IP.
Misurare il jitter correttamente è fondamentale per capire se la connessione è davvero lenta o semplicemente instabile. La misurazione va eseguita via Ethernet, ripetuta più volte e in fasce orarie diverse. Un jitter molto variabile nel corso della giornata indica quasi sempre un problema esterno, mentre un jitter elevato costante suggerisce un collo di bottiglia interno (WiFi, router, cablaggio).
Differenza tra velocità nominale e velocità reale
Uno degli errori più comuni quando si parla di connessione lenta è confrontare la velocità ottenuta dallo speed test con quella dichiarata nel contratto internet. Si tratta di due valori completamente diversi. La velocità nominale è quella “pubblicizzata” dall’operatore (ad esempio 1 Gbps in download), mentre la velocità reale è quella che ottieni concretamente in casa, attraverso il tuo modem, la tua rete domestica e le condizioni della tua zona.
Capire questa differenza è fondamentale per diagnosticare correttamente una connessione internet lenta.
La velocità nominale non corrisponde quasi mai a quella reale per diversi motivi:
- Differenze infrastrutturali: una FTTH può raggiungere realmente velocità molto elevate, mentre una FTTC dipende dalla lunghezza del tratto in rame. Più sei lontano dall’armadio stradale, minore sarà la velocità reale, indipendentemente dall’offerta contrattuale.
- Limitazioni del modem o del router: dispositivi datati, firmware non aggiornati o router forniti dall’operatore possono limitare la velocità reale anche quando la linea sarebbe più performante.
- Qualità del WiFi: se misuri la velocità in WiFi, la velocità reale può essere da due a dieci volte inferiore rispetto al valore nominale a causa di interferenze, distanza, muri, congestione, standard obsoleti (b/g/n).
- Cavi Ethernet non adeguati: anche con la fibra gigabit, un cavo Ethernet Cat 5 proveniente da vecchie installazioni può limitare la connessione a 100 Mbps, dando la sensazione di “connessione lenta” nonostante la linea sia perfettamente funzionante.
- Saturazione della rete dell’operatore: nelle ore serali, gli operatori possono essere congestionati. Questo fa scendere la velocità reale anche di oltre il 50%, generando la classica “connessione lenta di sera”.
- Server remoto non performante: se lo speed test o l’applicazione da cui scarichi i dati utilizza un server lento, la velocità reale percepita sarà bassa, anche se la tua linea è in grado di fare molto di più.
- Configurazione del dispositivo: antivirus, VPN, download in background, programmi aperti o processi nascosti possono limitare la velocità reale senza che la linea abbia alcun problema.
- Tipologia della tecnologia internet: anche due linee “fibra” possono comportarsi in modo totalmente diverso. Una FTTH può raggiungere 1 Gbps effettivi, mentre una FTTC, pur chiamandosi commercialmente “fibra”, può essere soggetta a grandi variazioni e limitazioni strutturali.
La conseguenza è che, per molte persone, la connessione lenta non è causata dall’operatore, ma da fattori interni alla casa o dalla distanza dall’infrastruttura. Per questo motivo, quando si confronta velocità reale e nominale, non si deve mai fare riferimento esclusivo ai numeri contrattuali, ma ai valori realistici per la tecnologia in uso.
Inoltre, una velocità reale più bassa non significa automaticamente che la connessione funzioni male: spesso gli utenti confrontano 800 Mbps reali con 1000 Mbps nominali e pensano che la linea sia lenta, ma in realtà performance tra il 70% e il 95% del valore nominale sono assolutamente normali, soprattutto in presenza di molti dispositivi connessi.
Per questo la verifica corretta va eseguita con una procedura standard: test via Ethernet, router non saturato, nessun dispositivo che scarica o carica, e server di test affidabili. Solo così si distingue un problema reale da un normale scostamento tra velocità contrattuale e velocità effettiva.
In sintesi, la velocità reale è quella che davvero conta per valutare la qualità della tua connessione. La velocità nominale è solo un riferimento teorico. Ignorare questa differenza porta spesso a diagnosticare come “connessione lenta” una linea che in realtà sta funzionando correttamente, oppure al contrario a non accorgersi di problemi dovuti esclusivamente alla rete domestica.
Cause comuni di connessione lenta

Quando la connessione internet è lenta, la causa può provenire da numerosi fattori diversi: rete dell’operatore, rete domestica, cablaggio, WiFi, router, interferenze o saturazione di banda. Uno dei motivi per cui tanti utenti non riescono subito a capire il problema è proprio la complessità della catena che porta la connessione dal provider al proprio dispositivo.
Prima di affrontare i casi specifici (fibra, WiFi, Ethernet), è fondamentale conoscere tutte le cause generali che possono portare a una connessione lenta o instabile.
Infrastruttura dell’operatore e problemi esterni
La qualità della connessione dipende in gran parte dalle condizioni della rete esterna:
- Saturazione della rete di zona: nelle ore serali o in periodi di picco, molti utenti collegati alla stessa centrale possono ridurre la banda disponibile, causando la tipica connessione lenta di sera.
- Lontananza dall’armadio stradale (FTTC): più il cavo in rame è lungo, più degrada il segnale. Una linea nominale da 200 Mbps può scendere a 30–40 Mbps in FTTC.
- Guasti temporanei su linee ottiche o apparati dell’operatore, spesso non visibili dall’utente ma rilevabili da speed test ripetuti.
- Limiti della tecnologia in uso: ADSL, vecchie FTTC, reti radio WISP o ripetitori LTE hanno limiti strutturali difficili da superare.
- Profilazioni errate lato centrale: capita che la linea venga profilata più bassa di quanto previsto, limitando artificialmente la velocità.
In questi casi, nessun intervento domestico può risolvere il problema in modo definitivo: serve segnalare l’anomalia all’operatore.
Problemi del modem/router
Il router è il cuore della rete domestica, e un componente non adeguato può generare una connessione lenta anche se la linea esterna funziona perfettamente.
Le cause principali sono:
- Router obsoleto o con firmware non aggiornato, incapace di gestire più dispositivi moderni.
- Hardware non adeguato alla fibra moderna, con CPU o chip WiFi troppo lenti.
- Surriscaldamento: quando il router si scalda eccessivamente, riduce le prestazioni per proteggersi.
- Configurazioni errate: QoS mal impostato, canali WiFi sbagliati, DNS non adeguati, firewall troppo invasivi.
- Porte Ethernet limitate a 100 Mbps invece che gigabit, che riducono drasticamente la velocità reale misurabile.
In moltissimi casi la “connessione lenta” si risolve cambiando router o aggiornando la configurazione.
Problemi della rete WiFi
Il WiFi è responsabile di oltre il 70% dei casi di connessione lenta percepita, perché il collegamento wireless è soggetto a molte variabili:
- Interferenze con altre reti vicine o dispositivi (microonde, baby monitor, Bluetooth, muri spessi, elettrodomestici).
- Congestione della banda 2.4 GHz, ormai affollatissima, che riduce drasticamente la velocità.
- Distanza dal router: ogni metro in più, soprattutto con muri, riduce la potenza del segnale e aumenta latenza e jitter.
- Numero eccessivo di dispositivi connessi: smart TV, smartphone, tablet, console, videocamere IP.
- Standard WiFi obsoleti (b/g/n), che non possono superare determinate velocità.
- Router posizionato male: ad esempio dentro mobili, dietro TV, vicino a ostacoli metallici.
Il sintomo tipico: internet lento solo sul WiFi, ma veloce via cavo.
Problemi del cablaggio Ethernet
Anche il cavo può essere responsabile di una connessione Ethernet lenta:
- Cavi Cat 5 o inferiori limitati a 100 Mbps.
- Connettori RJ45 montati male o deteriorati.
- Switch non gigabit o cablaggio strutturato datato.
- Cavi troppo lunghi, pieghe brusche, interferenze elettromagnetiche da cavi elettrici adiacenti.
Il sintomo tipico: la fibra è veloce, ma il PC non supera i 90–95 Mbps.
Congestione della rete domestica
La banda totale disponibile non è infinita. Se la rete domestica è molto attiva, la connessione può rallentare anche se la linea esterna è perfetta.
Casi comuni:
- Backup automatici di foto e video da smartphone.
- Aggiornamenti di Windows, macOS, console o smart TV.
- Videocamere IP e sistemi di sicurezza che saturano l’upload.
- Streaming multipli in HD/4K contemporaneamente.
- Servizi P2P o download pesanti in background.
Questo causa connessione lenta improvvisa, spesso senza che l’utente si accorga delle applicazioni in esecuzione.
Problemi del dispositivo
A volte la connessione è lenta non per colpa della rete, ma del dispositivo stesso:
- PC vecchio o sovraccarico, RAM insufficiente, CPU satura.
- Schede di rete datate che non supportano gli standard moderni.
- Malware o software in background che consumano banda.
- Browser con troppe estensioni o cache corrotta.
- Cavi USB-Ethernet di bassa qualità utilizzati sui laptop.
Il sintomo tipico: internet lento solo su un dispositivo, ma veloce sugli altri.
Problemi del server remoto
A volte la connessione è lenta solo verso un sito o un’applicazione specifica (Netflix, YouTube, server di gioco). Le cause possono essere:
- Server congestionato o limitazioni dell’app stessa.
- Routing inefficiente dell’operatore verso quel servizio.
- Limiti di velocità imposti dal server remoto (ad esempio per proteggere da overload).
Il sintomo tipico: speed test ottimo, ma l’app rallenta.
Connessione fibra lenta: cause specifiche e soluzioni

La fibra ottica è oggi la tecnologia più veloce e stabile disponibile per la connessione domestica, e molte persone si aspettano che “fibra = velocità garantita”. In realtà, anche una linea FTTH o FTTC può presentare rallentamenti importanti. Una connessione fibra lenta può dipendere da problemi dell’operatore, del modem, dell’infrastruttura o della rete domestica.
Prima di individuare la soluzione corretta, è fondamentale distinguere tra fibra FTTH (vera fibra) e fibra FTTC (misto rame), perché le cause e i limiti sono molto diversi.
FTTH lenta: cause più frequenti
La FTTH (Fiber To The Home) porta la fibra ottica fino al modem dell’utente. È la tecnologia più performante ma non è esente da problematiche.
Le cause più comuni di FTTH lenta sono:
- Saturazione della rete dell’operatore: in alcune zone, soprattutto nelle ore serali, la dorsale dell’operatore può essere congestionata. Questo genera un decadimento temporaneo anche su linee FTTH. Il sintomo: speed test ottimo al mattino, pessimo la sera.
- Profilazione errata del profilo di linea: capita che il provider attivi la linea con un profilo più basso (es. 100–300 Mbps invece di 1 Gbps). Questa è una causa comune nelle attivazioni recenti.
- PON congestionato: nelle reti FTTH GPON, fino a 64 utenti condividono la stessa fibra passiva. Se molti utilizzano pesantemente la rete, la banda effettiva disponibile cala.
- ONT o modulo ottico difettoso: l’apparato che trasforma il segnale ottico in elettrico può essere difettoso o degradato nel tempo.
- Router insufficiente: molti router forniti dagli operatori non riescono a gestire 1 Gbps reali o molti dispositivi collegati, generando colli di bottiglia interni.
- WiFi non all’altezza della banda disponibile: su FTTH è molto comune ottenere 800–900 Mbps via cavo ma meno di 100 Mbps in WiFi, non perché la fibra è lenta, ma perché il wireless non è in grado di reggere la capacità della linea.
- Server remoto lento: alcune app (es. Netflix, YouTube, piattaforme cloud) possono limitare la velocità a causa di congestione loro, non della fibra.
Sintomo tipico: la connessione è lentissima solo in WiFi o in certi orari, ma via cavo Ethernet (quando testata correttamente) funziona bene.
FTTC lenta (misto rame): cause più frequenti
La FTTC (Fiber To The Cabinet) utilizza la fibra fino all’armadio stradale, ma l’ultimo tratto arriva in rame. È qui che nascono il 70% dei problemi di “fibra lenta”.
Cause principali:
- Distanza eccessiva dall’armadio: oltre i 300–400 metri la velocità crolla in modo inevitabile, anche del 70–80%.
- Qualità del rame: ossidazione, giunti deteriorati, infiltrazioni e cablaggi vecchi limitano drasticamente la portante.
- Cabinet sovraccarico: se molti utenti FTTC sono collegati allo stesso armadio, la velocità reale nelle ore serali si riduce sensibilmente.
- Diafonia (cross-talk): quando molte linee vicine sono attive contemporaneamente, si generano interferenze che riducono la velocità disponibile.
- Attenuazione di linea elevata: parametri come SNR basso e attenuazione alta indicano problemi fisici sul doppino.
- Profilazione bassa: FTTC nominali da 200 Mbps spesso vengono limitate a 70–100 Mbps per problemi di linea.
Sintomo tipico: speed test via cavo inchiodato sempre agli stessi valori (es. 35–45 Mbps), indipendentemente dall’orario.
Connessione fibra lenta: cosa fare
Ecco le verifiche da fare in ordine logico, dalla causa più probabile alla più complessa:
- Esegui uno speed test via Ethernet (mai in WiFi)
- Spegni tutti gli altri dispositivi.
- Usa un cavo Cat 6 o superiore.
- Collegati direttamente al modem.
Se via cavo la fibra è veloce, il problema è nella rete domestica o nel WiFi.
- Riavvia ONT e router
In FTTH, l’ONT può andare in protezione termica o generare errori temporanei.
- Controlla le porte Ethernet
Molti PC si collegano a 100 Mbps perché:
- il cavo è Cat 5 (slow),
- la porta del PC non è Gigabit,
- lo switch è datato.
In questi casi, la “connessione lenta” è solo un limite del cablaggio LAN.
- Verifica la velocità in fasce orarie diverse
Se il problema compare solo la sera, è quasi sicuramente un problema dell’operatore.
- Controlla il livello ottico (FTTH)
Il segnale ottico in ingresso deve essere tra –8 e –23 dBm (variabile per operatore).
Valori peggiori indicano attenuazioni o problemi di giunzione.
- Aggiorna o sostituisci il router
Un router non adeguato può limitare la fibra a 100–300 Mbps anche se la linea è perfetta.
- Verifica la presenza di backup cloud, upload massivi o dispositivi che saturano la banda
È una delle cause più frequenti della “connessione lenta in casa”.
- In caso di FTTC, controlla i parametri DSL (SNR, attenuazione)
Valori anomali indicano subito un problema fisico sul doppino.
- Apri segnalazione all’operatore
Se dopo tutti i test la connessione via cavo rimane lenta, è necessario un intervento tecnico.
Quando conviene chiamare un tecnico professionista
È indispensabile coinvolgere un tecnico quando
- Via cavo la fibra non supera i valori minimi attesi.
- Il WiFi è lento nonostante un router moderno.
- Ci sono molte stanze da coprire e la casa ha muri spessi o più piani.
- Ci sono problemi di cablaggio, switch, prese LAN o infrastruttura complessa.
- La connettività è fondamentale per lavoro o smart working.
In questi casi una diagnosi professionale consente di misurare correttamente la linea, il livello ottico, la stabilità della rete, le interferenze WiFi e le prestazioni del cablaggio interno.
Connessione Ethernet lenta: cause e soluzioni (versione condensata)

Una connessione Ethernet lenta può sembrare un controsenso: il cavo dovrebbe garantire la massima velocità e stabilità, soprattutto con una fibra FTTH. In realtà, la maggior parte dei problemi non dipende dalla linea esterna, ma da elementi interni alla rete domestica che limitano la velocità senza che l’utente se ne accorga.
Perché una connessione cablata può essere lenta
Le cause reali, nella maggior parte dei casi, sono tre:
- Cavo o porta Ethernet non gigabit
Il problema più comune: cavi Cat 5 o Cat 5e deteriorati, porte Fast Ethernet da 100 Mbps (presenti su molti router economici), adattatori USB-Ethernet di bassa qualità o collegati a porte USB 2.0.
Risultato: la velocità si blocca sempre intorno ai 90–95 Mbps.
- Switch o prese di rete non adeguati
Nelle abitazioni cablate, è frequente trovare switch non gigabit, prese RJ45 montate male, patch panel vecchi o ossidati. In questi casi la linea è veloce, ma l’infrastruttura interna no.
- Limitazioni del dispositivo o del software
Driver di rete obsoleti, schede non gigabit, processi in background che saturano la banda (backup cloud, aggiornamenti, antivirus) o impostazioni non ottimali possono far sembrare la connessione “lenta” anche se la linea funziona perfettamente.
Come risolvere velocemente
Per diagnosticare correttamente la lentezza della connessione Ethernet, bastano tre verifiche mirate:
- Controllare la velocità del collegamento LAN sul PC
Se la porta indica “100 Mbps”, il problema è hardware: cavo, porta, switch o adattatore. Se indica “1.0 Gbps”, la LAN è correttamente configurata.
- Provare un nuovo cavo Cat 6 collegato direttamente al router
Se così la velocità aumenta, il problema è nel cablaggio a muro, negli switch o nel vecchio cavo.
- Aggiornare driver e firmware, verificare eventuali processi attivi
Spesso la lentezza nasce da sincronizzazioni cloud, upload automatici o antivirus pesanti che saturano la banda.
Quando chiamare un tecnico
È necessario un intervento professionale quando:
- la fibra arriva a 1 Gbps ma nessuna stanza supera i 100–200 Mbps,
- le prese LAN funzionano in modo intermittente,
- l’impianto domestico è complesso (switch multipli, più piani, home office),
- si sospettano problemi di cablaggio strutturale.
Un tecnico può misurare correttamente le tratte LAN, individuare interferenze o dispersioni e sistemare in modo definitivo la rete interna.
Connessione WiFi lenta: cause e soluzioni

Il WiFi è il principale responsabile della percezione di “connessione lenta” nelle case moderne. Anche con una fibra velocissima, il WiFi può diventare il collo di bottiglia a causa di interferenze, posizione del router, standard obsoleti o saturazione dei dispositivi.
Capire perché il WiFi è lento significa individuare uno di questi fattori.
Perché il WiFi può essere molto più lento della fibra
Le cause principali sono:
- Interferenze e congestione
La banda 2.4 GHz è affollatissima: altre reti vicine, elettrodomestici, baby monitor, Bluetooth e dispositivi IoT generano interferenze continue. Questo riduce drasticamente la velocità e aumenta latenza e jitter.
- Distanza e ostacoli fisici
Ogni muro, soffitto, parete in cemento, mobile o superficie metallica attenua il segnale. A distanza di pochi metri, soprattutto in 5 GHz, la velocità può crollare anche dell’80%.
- Router non adeguato o posizionato male
Router datati, posizionati in angoli chiusi, dentro mobili, dietro la TV o a terra non riescono a diffondere il segnale correttamente. Anche un router moderno, se posizionato male, può generare una WiFi lenta.
- Troppi dispositivi collegati
Smart TV, smartphone, tablet, PC, gaming, domotica, videocamere IP: tutti usano banda e generano traffico. Il WiFi ha capacità limitata rispetto all’Ethernet: più dispositivi = meno prestazioni.
- Standard WiFi obsoleti
I protocolli più vecchi (b/g/n) non superano determinate velocità. Anche la banda 2.4 GHz ha limiti fisici che la rendono inadatta a gestire linee moderne.
- Canale WiFi sbagliato o sovraccarico
Se il router usa un canale molto affollato, il segnale collassa. È una delle cause più frequenti di WiFi lento nelle aree urbane.
Come risolvere (le azioni davvero efficaci)
Per migliorare una connessione WiFi lenta non servono soluzioni complesse: basta agire sui punti realmente critici della rete.
- Posizionare correttamente il router
Deve essere al centro della casa, sollevato da terra, lontano da ostacoli e superfici metalliche.
- Preferire la banda 5 GHz
È molto più veloce della 2.4 GHz e meno soggetta a interferenze, ma copre meno distanza.
- Cambiare canale WiFi
Scegliere manualmente un canale poco utilizzato riduce il rumore radio e migliora molto la velocità.
- Aggiornare o sostituire il router
Router moderni (WiFi 5 o WiFi 6) offrono prestazioni notevolmente superiori e gestiscono meglio molti dispositivi.
- Ridurre la distanza o aggiungere una rete Mesh
Case grandi, su più piani o con muri spessi richiedono nodi mesh o access point cablati per coprire correttamente ogni stanza.
- Limitare il numero di dispositivi che saturano la banda
Telecamere IP, backup cloud e streaming simultanei possono bloccare la rete. Serve una gestione intelligente delle priorità.
- Collegare via Ethernet i dispositivi principali
Smart TV, PC e console dovrebbero essere cablati quando possibile, liberando banda sul WiFi.
Quando chiamare un tecnico
Un intervento professionale è consigliato quando:
- la casa è grande o con muri spessi e il segnale non arriva ovunque;
- la velocità WiFi è sempre molto più bassa rispetto alla LAN;
- ci sono molte interferenze non identificabili senza strumenti;
- serve progettare una rete mesh o cablare access point;
- la linea è stabile via cavo, ma il WiFi è inutilizzabile.
Un tecnico può effettuare misurazioni delle potenze radio, identificare i canali migliori, verificare interferenze e progettare una rete WiFi realmente performante.
Conclusione: come trasformare una connessione lenta in una rete stabile e veloce
Una connessione internet lenta può avere origini molto diverse: problemi dell’operatore, saturazione della rete di zona, limitazioni del WiFi, cablaggi Ethernet non adeguati, router obsoleti, interferenze, oppure la semplice presenza di troppi dispositivi connessi. Per questo motivo non esiste una soluzione unica: la chiave è individuare con precisione dove si trova il collo di bottiglia.
In questo articolo abbiamo visto come distinguere una lentezza reale da un problema della rete domestica, come analizzare download, upload, latenza e jitter, e quali verifiche fare per capire se la causa riguarda fibra, WiFi o Ethernet. In moltissimi casi, la connessione lenta dipende da elementi che possono essere risolti rapidamente migliorando la configurazione del router, ottimizzando il WiFi, sostituendo cavi non compatibili, aggiornando dispositivi datati o distribuendo meglio la rete all’interno della casa.
Se però la tua connessione continua a essere lenta anche dopo aver fatto questi test, è probabile che serva un’analisi più approfondita dell’infrastruttura domestica. Problemi di cablaggio, interferenze radio, saturazione della banda, errata distribuzione dei punti di accesso o una configurazione di rete non ottimale richiedono strumenti di misura professionali e competenze specialistiche.
Ed è qui che Multiuser può fare davvero la differenza.
Se sei di Roma e provincia, Multiuser può aiutarti a eliminare in modo definitivo la connessione lenta attraverso:
- misurazione professionale della tua fibra, WiFi ed Ethernet;
- verifica del livello ottico e dei parametri della linea;
- analisi delle interferenze radio e dei canali più performanti;
- controllo e certificazione del cablaggio di rete;
- progettazione di una rete WiFi o cablata stabile per tutta la casa;
- ottimizzazione del router, configurazione avanzata, QoS e sicurezza;
- installazione della fibra ottica, access point, sistemi mesh e soluzioni per smart working.
Una diagnosi corretta evita tentativi casuali, spese inutili e perdite di tempo.
Se la tua connessione è lenta, instabile o peggiora nelle ore serali, contatta Multiuser: analizziamo la tua rete, individuiamo la causa reale e la risolviamo in modo definitivo.
